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Il ciclo vittima / aggressore è un altro anello della catena della schiavitù.
È così grave da non permettere, alla maggior parte delle persone, di rendersi conto che la loro vita è una costante alternanza fra l'essere una vittima e un aggressore.
Quando interpretano il ruolo di vittima hanno, ovviamente, qualcuno o qualcosa da accusare per quello che è successo loro. E quando interpretano il ruolo di aggressore, anche loro hanno colpe da dare o ricevere.
Parte integrante di questo ciclo è l'energia del "salvatore".
Da prima della nascita, fino alla metà dei 30 anni, ho subito tante aggressioni, fisiche, emotive e psicologiche. Era qualcosa di orchestrato e persistente. L'obiettivo era quello di schiavizzarmi o come aggressore o come vittima, o di farmi fuori. Non ha funzionato in quanto non mi sono mai identificata con nessuno dei due ruoli. È stato solo esperienza.
Ci sono state un paio di volte, quando il dolore era così atroce, che ho deciso di morire. Ho imparato due cose: una era che il mio sé superiore non voleva lasciarmi morire, e l'altra era che tutto quello che dovevo fare era fermare gli aggressori o tirandomi fuori dalla situazione, o togliendo loro dal mio ambiente. Ciò che non dovevo fare era accettare il loro gioco sentendomi vittima, permettendo all'aggressione di continuare, o diventare io stessa un aggressore.
Fa parte del ciclo dei ruoli di vittima / aggressore il cercare e coinvolgere altri nel gioco vittima/aggressore, consciamente o inconsciamente. Ma è solo questo. Un gioco. Nessun giudizio.
È molto importante, mentre entriamo nel nuovo paradigma (assetto della realtá ndt), rendersi conto che siamo responsabili della nostra esperienza sul pianeta e al di lá di esso. Che noi decidiamo su cosa siamo d'accordo o in disaccordo. E lo sono anche le "vittime" e gli "aggressori".
Molte persone, quando leggono questo, pensano: "e allora quella bambina innocente che è stata violentata e uccisa? Lei non ha scelto questo!"
Quel pensiero ha molti strati. Uno è che se pensiamo ció, stiamo affermando che il bambino non è un'entità completa, divina e infinita che ha scelto di venire sulla Terra per avere questa esperienza con chi uccide e violenta. Ci dichiariamo superiori alla singolare creazione che è il bambino.
Un altro è che inviando l'energia della "vittima" a quel bambino (vivo o morto), stiamo rafforzando la gabbia di "vittimizzazione" nella vita di questa entità, rendendogli più difficile uscire dal ciclo. La stessa cosa vale per l'autore dell'aggressione.
Pensando a qualcuno come una vittima o aggressore si abbassa la sua vibrazione. Le catene della schiavitù sono fatte di "basse vibrazioni".
Ancora un altro strato è che, sì, a un certo livello noi tutti abbiamo scelto di venire e dimenticare che eravamo illimitati e divini. E abbiamo anche deciso di entrare in un pianeta che ha una ben assestata struttura di tipo vittima / aggressore. Basta guardare un tele romanzo tv e vedrete come sia ben stabilito e predominante questo programma sul pianeta. Questo ha rafforzato il livello del nostro consenso per "sperimentare" questo tipo di situazioni sia come partecipanti o come "osservatori".
Vuol dire che se vediamo persone completamente prese nel ciclo non facciamo nulla? No. Sono entrati nella nostra cosapevolezza perché ora vogliono uscire dal ciclo. Sono pronti a partire. Sia la vittima che l'aggressore hanno "finito".
Quindi, non siamo d'accordo con questo particolare ciclo. Non ha alcun posto nel nuovo paradigma. Chiunque voglia continuare a permanere in quel ciclo, può andare altrove.
Noi elaboriamo tutte le forti emozioni che sorgono quando vediamo individui in questo ciclo, e, una volta che quelle emozioni sono pienamente reintegrate nell'Unità, dichiariamo il nostro proposito:
"Vittima / aggressore, sei un essere infinito, divino; puoi e sei in grado di muoverti verso una nuova esperienza dove hai il tuo potere, e liberarti dal ciclo vittima / aggressore. E se scegli di non andare al di lá di questo ciclo, non puoi viverlo nella mia realtà poiché io non sono d'accordo con esso. "
E poi, farsi da parte, e lasciare che la luce e l'amore entrino in quella(e) persona(e).
Se è più facile per noi dire alla vittima: "sei un essere divino" e ancor piú facile dire all'aggressore: "qui non ti è permesso vivere questa esperienza", allora dobbiamo elaborare il nostro "giudizio" e la sua implicita energia da "salvatore" che potremmo avere sul pianeta.
Non possiamo avere salvatori, se non abbiamo vittime e aggressori :)
Un altro strato è che questo ciclo viene utilizzato dai poteri che ci dominavano per mantenere le masse schiave. Ció rende difficile per la gente comune il superare quella parte del proprio “sé” che è vittima o aggressore.
La "élite" crea conflitti, guerre, "terroristi", abusi in stile Gestapo negli aeroporti e altri luoghi e sono anche molto impegnati nel reclutamento di servitori, attraverso l'uso della tortura fisica, per costringere gli individui a commettere l'atto supremo di aggressione, che è quello di togliere una vita (la propria o quella di qualcun altro).
Perpetuando il ciclo, e rendendolo "normale", rafforzano un ambiente pieno di drammaticitá e di paura, che è molto gustoso per le entità dalle vibrazioni basse.
Quindi, guardiamo l'élite come un gruppo, o ci concentriamo su una persona e diciamo:
"[Presidente Obama] sei un essere infinito, divino, puoi e sei in grado di muoverti, verso una nuova esperienza e di liberarti dal ciclo vittima / aggressore. E se scegli di non andare al di là di questo ciclo, sei invitato a non farlo nella mia realtà poiché io non sono d'accordo con esso."
E poi ci facciamo da parte, lasciamo che la Fonte si serva di noi per inviare luce e amore a quel gruppo o quella persona.
Domanda interessante: quando si legge lì il nome del presidente, lo avete visto come una vittima o un aggressore? Quando qualcuno è profondamente coinvolto nel al ciclo, è difficile vedere dove finisce un ruolo e inizia l'altro.
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