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Home Ascension Blog June 2011 A Gaia la parola: come percepire le nostre Guide.
Tip For Today:

Intentions, even fleeting ones, if powerfully accompanied by emotion and KNOWING, create your reality.

Quando siamo aperti alla ricezione di un messaggio o di una segnalazione dal nostro Io, dalla Fonte, da Gaia, dalla Madre Divina o dal Padre Divino, dalle Guide o dagli Angeli - cioè che io chiamo "il nostro entourage" - spesso siamo pronti a ricevere ciò che sta per arrivare. Altre volte, invece, quando sta per succedere ce lo perdiamo.

Ricevo tantissime e-mail in cui mi si chiede come fare per sentire il nostro entourage, come capire se proviene da una fonte positiva o negativa, e come capire cosa vuole dirci.

 

La prima cosa da fare è aprire noi stessi verso la ricezione delle indicazioni e informazioni.

La seconda cosa è imparare a riconoscere cosa è "reale" e differenziarlo dall'ego o dalle entità negative. Per far ciò dobbiamo riconnetterci con il nostro corpo, e ascoltarlo attentamente. Ascoltiamo il nostro corpo, lui ci risponderà.

Ad esempio, attraverso un dolore allo stomaco quando qualcosa non ci convince subito dopo averla detta. O ci parla con l'apertura del nostro cuore quando esprimiamo amore e felicità.

La terza cosa da fare è, necessariamente, stabilire un linguaggio che capiremo quando avremo bisogno di ricevere informazioni. I nativi di tutto il mondo lo hanno fatto per secoli. La lingua che stabiliamo è profondamente legata alla nostra cultura, altamente soggettiva e spesso incomprensibile agli altri, a meno che non gliela spieghiamo.

Ad esempio, qualcuno potrebbe dire che una persona precisa gli farà visita quel giorno perchè una foglia è caduta da un particolare albero, oppure perché un uccellino rosso ha cominciato a cantare esattamente alle 11:11. E con grande certezza, senza avvisare, il visitatore si presenterà nell'arco della giornata.

 

Tanti anni fa, lessi un libro di Paulo Coelho, uno dei miei scrittori preferiti. Nel libro dice di aver deciso di inventare un segno, per se stesso, sul fatto di scrivere un libro. Non aveva ancora scritto un libro, ma voleva farlo. Quindi partecipò a un pellegrinaggio (lui è Cristiano) e disse:

 

"Se vedo una piuma bianca oggi, quello sarà il segno che Dio mi sta mandando per scrivere un nuovo libro". E dopo vidi questa piuma bianca nella vetrina di un negozio.

Da quel momento, ogni due anni, a gennaio, ho bisogno di vedere una piuma bianca. E il giorno che la vedo, inizio a scrivere".

 

Quando lessi queste parole, decisi che anche io avrei usato una piuma bianca come parte del mio linguaggio per comunicare con le Guide. Decisi che sarebbe stato un segno positivo, qualcosa che mi avrebbe confermato di essere nella giusta direzione, oppure un segnale che mi diceva di prendere nota di qualcosa che era stata mandata sul mio cammino.

Il modo in cui personalemente ricevo le piume bianche è davvero significativo.

 

Un giorno ho trovato una piuma bianca davanti alla mia porta di ingresso, un'altra è caduta sul mio computer nel momento in cui mi sono seduta fuori. E un'altra ancora, una delle mie preferite, l'ho ricevuta quando il mio quarto figlio aveva circa 18 mesi. Io ero molto, molto stanca (fisicamente), come ben saprà qualsiasi genitore a tempo pieno di un bimbo di due anni. Inoltre, stavo ricevendo delle informazioni sulla scrittura di un libro, ma non sapevo se avrei dovuto iniziare a scriverlo in quella condizione di stanchezza estrema, o aspettare un paio di anni fino a che il mio bimbo sarebbe cresciuto un po' (perché l'energia che abbiamo quando parliamo o scriviamo carica le parole che poi giungono alle persone).

 

Andammo al parco, io ero in fase di riflessione profonda in cui aspettavo una piuma bianca per sapere se avrei dovuto continuare o meno a scrivere il libero, e il mio bimbo insisteva sul fatto di non volere il passeggino, così inizio a camminare barcollando lungo il sentiero. Improvvisamente si diresse di corsa verso un albero. Fa caldo qui a Sacramento, quindi ogni albero è sempre un luogo ben gradito in cui riposarsi. Lasciai il passeggino sull'erba e seguii il bambino. Andava veloce, cadendo parecchie volte, rialzandosi e ricominciando a correre fino a che raggiunse l'albero. Incominciò a fare quelle incantevoli vocine che i bambini fanno quando trovano qualcosa di meraviglioso.

 

Parcheggiai il passeggino, presi una coperta e la misi sull'erba. Il mio bambino tornò indietro, era veramente contento, e come si avvicinò lo guardai e vidi quello che aveva trovato.

Era la più sporca, brutta e malconcia piuma bianca che avessi mai visto. Ed era enorme! Rimasi senza fiato per la gioia e l'incanto.

 

Era una piuma davvero malconcia, ma mi regalò tanta gioia. Il messaggio era chiaro, una piuma bianca è una piuma bianca, non c'è bisogno che sia perfetta per portare ispirazione e amore.

Il mio bimbo notò la mia felicità e per i mesi successivi si impegnò diligentemente nella ricerca di piume, perché le piume rendevano mamma felice :).

 

Due settimane fa, ho ricevuto delle e-mail da varie persone statunitensi che mi chiedevano di contattare un loro amico, "Willy Whitefeather" (Piumabianca), un indiano Cherokee molto amato e rispettato.

"Whitefeather" (Piumabianca). Un nome che non potevo ignorare. Lo chiamai subito, e ci mettemmo d'accordo per incontrarci qualche giorno dopo.

Willy Whitefeather insegna da anni la connessione tra eventi sincronistici, parole e pensieri umani. Questo riassunto non rende giustizia al suo contributo.

Il suo linguaggio è altamente soggettivo e difficilmente comprensibile dalla mentalità occidentale. Ma il messaggio è chiaro. Ciò che facciamo, quello che tutti facciamo, colpisce Gaia, la nostra Madre Terra. E questo è anche il motivo per cui abbiamo la capacità e il potere di aiutarLa in questa transizione.

Quando la Fonte mi manda una piuma bianca, io ascolto.

 

 

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